La Lancia Dilambda (1929-1933) rappresenta uno dei vertici dell'ingegneria automobilistica pre-bellica europea, caratterizzata dal rivoluzionario motore V12 da 4.6 litri con distribuzione a comando monoalbero centrale e telaio rigido straordinariamente sofisticato. Questa berlina di lusso è celebrata dai collezionisti per la sua rarità assoluta, l'eleganza italiana senza compromessi e il ruolo fondamentale che ha giocato nel consolidare la reputazione tecnica della casa torinese, con soli circa 1.800 esemplari prodotti in tutte le varianti.
La Dilambda incarna l'eccellenza costruttiva dell'era d'oro di Lancia: il motore V12 derivato dalla vincitrice della Coppa Acerbo rappresentava la massima espressione della tecnologia motoristica del tempo, garantendo fluidità e affidabilità straordinarie. La rarità estrema, la qualità costruttiva impeccabile, i dettagli di lusso e il fascino senza tempo della berlina la rendono un capolavoro insuperato di design e ingegneria, oltre a simboleggiare l'apogeo dell'industria automobilistica italiana prima della Grande Depressione.
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Per la Lancia Dilambda I/II serie berlina non ci sono ancora vendite all'asta registrate: Targa controlla Bonhams, Bring a Trailer, Car & Classic, Collecting Cars e RM Sotheby's e le aggiunge appena compaiono.
Corrosione della carrozzeria dovuta ai materiali dell'epoca e alla mancanza di protezioni moderne; lamiere sottili soggette a ossidazione accelerata
Impianto elettrico primitivo con batterie a secco deteriorate e cablaggio fragile; difficoltà nell'avviamento a freddo